Via Indipendenza #033 — 2 novembre 2026

Via Indipendenza

Cybersecurity · Geopolitica · Software · Open Source
#033 — Lunedì 2 novembre 2026
Editoriale

La chiave non è la porta. E i tuoi dati non devono avere una porta sola.

Questa settimana due storie diverse dicono la stessa cosa. Nella prima, un grande attacco informatico ha svuotato in venti minuti i portafogli di una delle più grandi piattaforme cripto: sembra che a cedere non sia stata la cassaforte, ma il computer di chi ci lavorava attorno. Nella seconda, i grandi fornitori di dati stanno finalmente imparando a parlarsi tra loro: Google, SAP, Databricks e Snowflake si leggono a vicenda le tabelle, senza traslochi.

Il filo è questo: la sicurezza e l'indipendenza non stanno nel pezzo più robusto, ma in come i pezzi si collegano. Un anello debole attorno alla cassaforte, un formato chiuso attorno ai dati: in entrambi i casi il problema è ciò che nessuno guarda. Due domande per questa settimana: chi può toccare ciò che custodisce le nostre cose? e se cambiassimo fornitore, i nostri dati ci seguirebbero?


Piattaforme

BigQuery legge i dati di Databricks e Snowflake senza copiarli

Il 26 ottobre è stato descritto un passo notevole di Google Cloud: BigQuery può interrogare le tabelle in formato aperto Iceberg che stanno in Databricks (Unity Catalog), Snowflake (Horizon Catalog) e AWS (Glue). Con una sola richiesta si possono unire dati che vivono in quattro luoghi diversi, senza spostarli. I file restano dove sono; Google ne legge i contenuti con permessi temporanei e fa i calcoli sulla propria infrastruttura.

Immagina quattro archivi in quattro città: prima, per fare un confronto, dovevi trasportare tutte le scatole in un unico magazzino. Ora un incaricato passa a leggere i fogli di cui ha bisogno e riporta solo il risultato. Esistono limiti pratici (i metadati si aggiornano al massimo ogni cinque minuti) e l'articolo non chiarisce se la funzione sia già disponibile a tutti.

Perché conta: meno copie dei dati significa meno costi, meno aggiornamenti da inseguire e meno punti da proteggere. Ma soprattutto: puoi scegliere lo strumento di analisi più adatto senza essere obbligato a restare dove i dati sono nati.

🔗 DataCentreNews — BigQuery interroga Databricks e Snowflake


Piattaforme

Anche SAP apre la porta: Iceberg nativo e condivisione "a copia zero"

Il 29 ottobre, al TechEd di Berlino, SAP ha annunciato che la sua Business Data Cloud supporta nativamente Apache Iceberg e un catalogo universale basato su Apache Polaris, due componenti aperti. SAP parla di condivisione dei dati senza duplicarli con Databricks, Snowflake, Google, AWS e Microsoft. Ha inoltre dichiarato completata l'acquisizione di Reltio, specialista dell'anagrafica unica dei clienti e dei prodotti.

Quando uno dei fornitori più "chiusi" per tradizione annuncia di parlare i formati aperti, non è filantropia: è che i clienti chiedono di poter scegliere. Ma attenzione alla differenza tra annuncio e pratica: il comunicato non riporta numeri né tempi, e i dettagli di costo vanno verificati nel contratto.

Per le aziende: se usi SAP, chiedi al tuo partner cosa significhi in concreto per i tuoi dati: "quali tabelle posso leggere con strumenti non SAP, e a quali condizioni?" La risposta vale più dell'annuncio.

🔗 SAP News — Lakehouse e data fabric in Business Data Cloud


Sicurezza

Binance: circa 6 miliardi di dollari in venti minuti. Il punto debole, forse, era un portatile

Il 29 ottobre, in circa venti minuti, sono usciti dai portafogli di Binance circa 6,3-6,4 miliardi di dollari, distribuiti su dieci reti blockchain: il furto cripto più grande mai registrato. Le società di analisi TRM Labs e Chainalysis lo attribuiscono con alta probabilità a un gruppo legato alla Corea del Nord (TraderTraitor); Binance non ha nominato un responsabile. Circa 2,7-3 miliardi risultano congelati.

Il dettaglio per un manager: Binance ha indicato come primo possibile ingresso il computer di un tecnico, aggiungendo poi che ci sono "ulteriori punti di violazione", e sostiene che nessuna chiave privata sia stata sottratta. L'ipotesi di TRM è che gli aggressori abbiano indotto il sistema di firma stesso a firmare le loro operazioni. Le indagini sono in corso: considera tutto provvisorio.

La lezione, anche se non gestisci cripto: i computer delle persone che hanno accesso ai sistemi critici (amministratori, tecnici, chi approva pagamenti) fanno parte della cassaforte. Chiedi chi ha quei privilegi, se usa un computer dedicato e se ogni operazione importante richiede una seconda persona.

🔗 Sherlock Forensics — Weekly Security Roundup · TRM Labs


Sicurezza

PHP2Shell, seconda puntata: 25 sistemi di sicurezza di rete conquistati

Ricordi la falla di PHP di cui parlavamo la settimana scorsa? Secondo la società israeliana Dream, è stata usata insieme a un'altra falla di Linux (Fragnesia) per prendere il controllo di circa 25 apparati tra Stati Uniti, Giappone, Taiwan e Corea del Sud. Il dato più delicato: uno dei sistemi colpiti era un server di gestione di firewall raggiunto da una rete collegata a un'amministrazione pubblica statunitense. La CISA, l'agenzia di sicurezza americana, ha inserito le falle PHP tra quelle sfruttate attivamente il 26 ottobre, con scadenza di correzione il 29.

Nella stessa settimana la CISA ha aggiunto anche una falla di Ivanti Connect Secure (accesso remoto), un problema di Cisco sui firewall ASA (51.000 apparati esposti secondo Shadowserver, nessuna correzione indicata dalla fonte) e uno di GitLab. Il filo comune: sono tutti strumenti di difesa che diventano porta d'ingresso, perché stanno sul bordo della rete e vengono aggiornati con meno attenzione dei computer degli uffici.

Verifica subito: chiedi al tuo referente IT un elenco di tutti gli apparati sul "bordo" dell'azienda (firewall, accessi remoti, VPN), con versione e responsabile. Sull'accesso Ivanti, secondo Volexity il primo attacco risale al 3 ottobre su un apparato già aggiornato: il consiglio è anche cambiare le password degli account di servizio e le chiavi di recupero che quell'apparato poteva leggere.

🔗 Sherlock Forensics — Weekly Security Roundup · The Hacker News


Strumento della settimana

Apache Iceberg: il formato che rende i dati trasportabili

Le due notizie sulle piattaforme di questa settimana (Google e SAP), e quelle della scorsa, dipendono dalla stessa tecnologia, di cui quasi nessun manager ha mai sentito parlare: Apache Iceberg. È un "formato di tabella" aperto e gratuito, gestito da una fondazione indipendente, non da un fornitore.

Come funziona, in breve: i dati veri stanno in file comuni nel tuo spazio di archiviazione. Iceberg aggiunge un "registro" che dice quali file compongono ogni tabella, quali righe sono state modificate e cosa c'era ieri. Qualunque programma che conosca il registro può leggere la tabella: oggi uno, domani un altro. Per questo funziona come una lingua franca tra piattaforme concorrenti.

In pratica:

  • I dati restano nel tuo spazio, in un formato che non dipende da un singolo fornitore
  • Puoi cambiare o affiancare lo strumento di analisi senza rifare tutto
  • Permette di "tornare indietro" e vedere i dati com'erano a una certa data
  • La comunità lo sta evolvendo: in settimana sono state approvate le proposte per la prossima versione (v4), con vincoli e statistiche più ricchi

Non è uno strumento da installare da soli, ma è una domanda di acquisto: "le nostre tabelle sono in un formato aperto come Iceberg?". Se la risposta è no, sai già quanto costerebbe andarsene.

🔗 Apache Iceberg — sito ufficiale · Apache Data Lakehouse Weekly


In breve
  • 🔇 VMware ESX: un'arma contro i registri — Secondo CrowdStrike, un gruppo legato alla Cina ha sfruttato una falla (valutata di gravità bassa) per cancellare le tracce delle proprie attività su sistemi di virtualizzazione. Lezione: una falla "bassa" che spegne i registri è un moltiplicatore. Correzione disponibile da luglio; la CISA l'ha segnalata il 28 ottobre. Sherlock Forensics
  • 🏥 Ospedale universitario del New Mexico: ransomware — Ambulanze deviate, interventi rinviati. L'ospedale dichiara che i sistemi critici sono tornati il giorno dopo e l'attività clinica regolare entro il 28 ottobre. Un buon esempio di continuità operativa preparata. Un gruppo rivendica il furto di dati, non confermato. UNM HSC
  • ☁️ LXD e MicroCloud: gravità massima (10 su 10) — Un difetto di Canonical permette di farsi passare per un client fidato senza la chiave privata. Non risulta sfruttato e riguarda soprattutto chi espone l'interfaccia di gestione; sono già disponibili le versioni corrette. Se i vostri sistemisti usano questi strumenti, chiedete conferma dell'aggiornamento. The Hacker News
  • 🧩 Brotli e GitLab sotto attacco — Sono entrate tra le falle sfruttate la libreria di compressione Brotli (usata in moltissimi prodotti, spesso senza che l'azienda lo sappia) e GitLab (gravità 10, correzione disponibile dal 12 ottobre). Le fonti divergono su alcuni dettagli tecnici: verifica con i tuoi fornitori. Senserva
  • 🤖 Agenti AI in banca: UBS e 12.700 agenti? — Un sito riporta che UBS usi 12.700 agenti AI per i dipendenti con 608 casi d'uso attivi. La fonte è un blog non verificato su fonti primarie: tienilo come indicazione di tendenza, non come dato. AI Agents Directory

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