Via Indipendenza #025 — 7 settembre 2026

Via Indipendenza

Cybersecurity · Geopolitica · Software · Open Source
#025 — Lunedì 7 settembre 2026
Editoriale della settimana

Washington ha spento un collettivo italiano. Senza toccare un solo server in Italia

Il 26 agosto 2026 il Dipartimento del Tesoro americano ha inserito il collettivo italiano Autistici/Inventati nella lista delle organizzazioni terroristiche globali. Sabato 6 settembre, A/I ha annunciato la chiusura di tutti i propri servizi. Dal 2001, da Bologna, questo gruppo di tecnici aveva costruito un'infrastruttura di comunicazione indipendente — email, siti, mailing list, blog — usata da associazioni, giornalisti, attivisti e organizzazioni in tutta Europa.

Quello che è accaduto nelle due settimane tra il decreto e la chiusura è la lezione più precisa che questa newsletter potrebbe offrire: non è bastato avere i server in Italia. Non è bastato essere un'associazione italiana regolarmente riconosciuta. Non è bastato non aver compiuto nessun atto violento. Perché il dominio autistici.org è gestito da Public Interest Registry, un'organizzazione americana che gestisce tutti i domini .org. Il conto PayPal era su un circuito americano. La catena di dipendenze invisibili — quella di cui abbiamo parlato nella #024 — si è spezzata in sequenza, senza che Washington controllasse fisicamente nulla in Italia.

Nella stessa settimana: la Commissione Europea ha confermato le proprie contestazioni preliminari contro Meta — Facebook e Instagram violano il Digital Services Act con un design che, secondo la Commissione, crea dipendenza psicologica. Sanzione potenziale: 12 miliardi di dollari. E in Parlamento europeo, il dibattito sull'autonomia digitale ha raggiunto un'intensità che non si vedeva dai tempi del GDPR.

Queste non sono notizie marginali per chi guida un'azienda. Sono la geopolitica digitale — quella che determina chi può stare online e a quali condizioni. Questo numero la racconta senza ideologia, con i fatti. In cinque minuti.

🔒 Caso della settimana

Autistici/Inventati: come si chiude un'infrastruttura italiana senza toccare un server italiano

Autistici/Inventati è un collettivo tecnologico italiano fondato a Bologna nel 2001, formalmente strutturato come associazione. Per venticinque anni ha gestito servizi digitali gratuiti — email, hosting, mailing list, blog — orientati alla privacy e all'indipendenza dalle grandi piattaforme commerciali. I suoi utenti erano organizzazioni non profit, giornalisti, movimenti politici, centri sociali, associazioni civili in tutta Europa.

Il 26 agosto 2026 il governo degli Stati Uniti ha inserito Autistici/Inventati nella lista delle organizzazioni designate come Specially Designated Global Terrorist ai sensi dell'Executive Order 13224. La contestazione, secondo il comunicato del Dipartimento di Stato firmato da Marco Rubio, riguardava la fornitura di infrastrutture digitali a gruppi ritenuti legati all'estremismo e alle reti Antifa. Il collettivo respinge l'accusa e rivendica una storia lunga oltre venticinque anni nella costruzione di strumenti di comunicazione indipendenti.

Quello che è avvenuto nelle settimane successive illustra il meccanismo delle dipendenze invisibili con una precisione che nessun manuale potrebbe eguagliare. Internet viene spesso rappresentata come una rete distribuita, senza un centro unico. È vero solo in parte. Dietro ogni sito esistono livelli diversi di infrastruttura: server, provider, registri dei domini, sistemi DNS, servizi cloud, circuiti finanziari. Un'organizzazione può avere i propri server perfettamente funzionanti e tuttavia perdere l'accessibilità del proprio dominio perché un anello della catena si trova sotto un'altra giurisdizione.

Nel caso di A/I: il dominio autistici.org è gestito da Public Interest Registry, l'organizzazione americana che gestisce tutti i domini .org. L'account PayPal del collettivo — usato per le donazioni che finanziavano i server — era su un circuito soggetto alla giurisdizione americana. Non serve controllare fisicamente l'infrastruttura per renderne più difficile il funzionamento. È un meccanismo che rende le sanzioni particolarmente efficaci. Sabato 6 settembre il collettivo ha annunciato la chiusura: "A/I chiude. Ogni giorno in cui siamo rimasti online a partire dal 26 agosto è stata una vittoria, ma noi dobbiamo fermarci oggi."

La lezione per chi gestisce un'organizzazione o un'azienda — indipendentemente dalla politica:

Il caso A/I non è una storia politica. È una dimostrazione tecnica. Avere i server in Italia non equivale ad avere infrastruttura sotto controllo italiano, se il dominio, i pagamenti, la CDN o i backup passano da soggetti soggetti a giurisdizioni straniere. La catena delle dipendenze determina la reale sovranità operativa — non il luogo fisico dei server.

Le tre domande da fare alla propria infrastruttura: chi gestisce il mio dominio e in quale paese ha sede? I circuiti di pagamento che uso sono soggetti a sanzioni che potrebbero bloccarli indipendentemente dalla mia volontà? Se il mio provider DNS principale viene sanzionato o va offline, ho un DNS secondario su un registro diverso?

Fonti: ANSA, Il Manifesto, Linkiesta, Bismark.it, La Città Invisibile, Massa Critica — 26 agosto/6 settembre 2026

🌍 Geopolitica digitale

Meta vs Europa: la Commissione UE accusa Facebook e Instagram di aver progettato la dipendenza

Il 10 luglio 2026 la Commissione europea ha preliminarmente riscontrato che Meta ha violato il Digital Services Act per la progettazione di Instagram e Facebook, ritenute costruite per creare dipendenza. Non è una contestazione sui dati personali, né sui minori in senso stretto: è una contestazione sull'architettura stessa dei prodotti. Lo scroll infinito, l'autoplay, le notifiche push, i sistemi di raccomandazione altamente personalizzati — la Commissione sostiene che queste funzionalità non sono effetti collaterali della piattaforma, ma scelte progettuali deliberate per massimizzare il tempo di permanenza a scapito del benessere degli utenti.

Se la violazione fosse confermata, la sanzione potrebbe arrivare fino al 6% del fatturato annuo globale di Meta: le stime circolate indicano un rischio massimo nell'ordine di 12-12,5 miliardi di dollari. Meta contesta le conclusioni: ha citato gli Account Teen, che limitano l'accesso a Instagram nelle ore notturne e permettono ai genitori di impostare tetti di utilizzo fino a 15 minuti al giorno. La Commissione ha risposto che queste misure non affrontano il problema strutturale — la progettazione che stimola l'uso compulsivo rimane intatta.

La notizia è rilevante per le aziende per una ragione che va oltre Meta. La Commissione europea ha sottolineato come la tutela del benessere biologico e mentale dei cittadini debba prevalere sulle logiche di monetizzazione algoritmica. Tra i correttivi suggeriti: la disattivazione di default dell'autoplay e dello scroll infinito, l'introduzione di pause temporali reali, la riconfigurazione degli algoritmi di raccomandazione per renderli indipendenti dalle metriche di coinvolgimento emotivo. Se queste diventassero obblighi di legge — e la direzione è quella — cambierebbe radicalmente il modo in cui le aziende possono usare Facebook e Instagram per il marketing.

Il segnale per chi fa marketing digitale su Meta:

Se le modifiche strutturali richieste dalla Commissione diventassero operative, l'algoritmo di distribuzione dei contenuti cambierebbe in modo significativo. Piattaforme costruite su meccanismi di engagement compulsivo funzionano meno bene senza quei meccanismi. Chi ha costruito la propria strategia di acquisizione clienti esclusivamente su Meta si troverebbe a dover ridiversificare le fonti di traffico — verso canali che la propria azienda controlla direttamente: email list, SEO, community proprie.

Non è un invito a lasciare Meta domani. È un invito a non dipenderne come canale unico — per le stesse ragioni per cui non si dovrebbe dipendere da un unico fornitore cloud. La logica è identica: se la piattaforma cambia le regole, chi ha alternative non è in emergenza. Chi non le ha, sì.

Fonti: Commissione Europea, Tom's Hardware, Tuttoandroid, Altalex, Ecointernazionale — luglio 2026

☁️ Architettura del dato

Il dominio è l'indirizzo. Il DNS è il centralino. Se uno dei due è controllato da qualcun altro, non siete mai davvero online per scelta vostra

Il caso Autistici/Inventati ha reso visibile qualcosa che quasi nessuna azienda ha mai analizzato: la catena di controllo che determina se il proprio sito, la propria email, i propri servizi digitali sono raggiungibili. Non è una questione tecnica astratta. È la risposta alla domanda: chi può spegnerci?

Ogni nome di dominio — nostraazienda.it, nostraazienda.com, nostraazienda.eu — appartiene a un registro che ha sede in una giurisdizione specifica. Il registro .org è americano (PIR). Il registro .com è americano (Verisign). Il registro .it è italiano (Registro.it, gestito dal CNR). Il registro .eu è europeo (EURid). Questa differenza non è solo geografica: è giurisdizionale. Una sanzione americana può impattare i domini .com e .org anche se il sito e i server sono in Italia. Una sanzione europea non ha lo stesso potere sui domini .com.

Al di sopra dei registri ci sono i provider DNS — il "centralino" che traduce un nome di dominio in un indirizzo IP. Cloudflare gestisce circa il 12% di tutto il traffico DNS mondiale. Se Cloudflare avesse un problema — tecnico o geopolitico — milioni di siti diventerebbero irraggiungibili anche con i server perfettamente funzionanti. È esattamente quello che è avvenuto in versione minore con autistici.org nei giorni successivi alla designazione americana.

Estensione Registro Giurisdizione Esposizione sanzioni USA
.com / .net Verisign USA (Virginia) Alta
.org Public Interest Registry USA (Virginia) Alta
.it Registro.it / CNR Italia Bassa
.eu EURid Belgio / UE Bassa
.de / .fr / .es DENIC / AFNIC / Red.es Germania / Francia / Spagna Bassa

L'azione concreta da fare questa settimana — 30 minuti:

1. Verificate il registro del vostro dominio principale. Se usate .com o .org per servizi critici, valutate di affiancare un dominio .it o .eu come alternativa raggiungibile in caso di problemi con i registri americani.

2. Verificate il vostro provider DNS. Se usate esclusivamente Cloudflare o un provider DNS singolo, considerate di aggiungere un DNS secondario su un provider diverso. Il costo è vicino allo zero; il beneficio in termini di resilienza è alto.

3. Verificate i circuiti di pagamento. Se i vostri incassi passano per un unico circuito soggetto a una singola giurisdizione, la diversificazione su un provider europeo alternativo è una forma di assicurazione operativa — non solo una scelta di costo.

Elaborazione redazionale su dati tecnici pubblici — settembre 2026

🔧 Open Source e Composable

Dopo A/I: chi raccoglierà chi ha perso email e servizi digitali indipendenti. E cosa ci insegna

La chiusura di Autistici/Inventati lascia senza servizi migliaia di utenti — associazioni, giornalisti freelance, organizzazioni civili — che avevano scelto consapevolmente di non affidarsi a Google o Microsoft per le proprie comunicazioni. In Italia e in Europa esistono alternative: RiseUp (americano, con gli stessi rischi di A/I), Disroot (olandese), Systemli (tedesco), Mailo (francese). Ma il punto non è trovare un nuovo fornitore: è capire cosa ha reso A/I così vulnerabile — e non ripetere lo stesso schema.

La vulnerabilità strutturale di A/I era il contrario di quella di un'azienda che dipende da Microsoft o Google. Non era eccessiva dipendenza da grandi player — era eccessiva dipendenza da infrastrutture di supporto (DNS, pagamenti, hosting) soggette a giurisdizioni diverse da quella in cui operavano. Lo stesso rischio, da direzione opposta.

La lezione per qualsiasi organizzazione — profit o non profit, grande o piccola — è la stessa: l'architettura resiliente non è quella che non dipende da nessuno. È quella che conosce le proprie dipendenze, le ha valutate, e ha un piano per le più critiche. La federated architecture — distribuire servizi su più provider, giurisdizioni e registri — è lo stesso principio che abbiamo visto con i data mesh, con il composable ERP, con il no single point of failure. Non è un'ideologia tecnica: è ingegneria della continuità.

Il principio federated per le comunicazioni aziendali — in concreto:

Email: se usate Microsoft 365 o Google Workspace, avete un piano di continuità se quel servizio diventa irraggiungibile? Anche solo avere un server di posta secondario — o mantenere backup periodici delle email in un formato esportabile (MBOX, EML) — è una forma di resilienza.

Comunicazione interna: Slack, Teams, Google Chat sono strumenti eccellenti e soggetti alle stesse dinamiche geopolitiche. Un'istanza self-hosted di Matrix/Element (il protocollo di messaggistica federato open source) come fallback non richiede di abbandonare gli strumenti attuali — richiede di averne uno alternativo già funzionante quando serve.

Sito web: se il vostro sito è ospitato su un unico provider, una copia statica deployabile rapidamente su provider alternativo è un piano B che si prepara in un pomeriggio. Chi lo ha preparato prima di un'emergenza lo usa in ore. Chi non lo ha preparato lo costruisce in giorni — quando il danno è già fatto.

Fonti: Bismark.it, Il Manifesto, Massa Critica — settembre 2026

🔬 Dal laboratorio

Il design come arma: quando l'interfaccia è progettata contro gli interessi dell'utente

La contestazione della Commissione Europea a Meta introduce un concetto che vale la pena esaminare dal lato tecnico e strategico: il design coercitivo, o "dark pattern". Non sono truffe nel senso legale del termine — sono scelte progettuali che usano la psicologia cognitiva per guidare il comportamento degli utenti verso risultati che favoriscono la piattaforma a scapito dell'utente.

Lo scroll infinito è il caso più emblematico: non c'è un punto naturale in cui la lista di contenuti finisce, perché un'interfaccia con una fine naturale permetterebbe all'utente di decidere consapevolmente di smettere. L'autoplay del video successivo è un altro: l'azione di default è continuare, non fermarsi. Le notifiche push calibrate sugli orari in cui la soglia di resistenza dell'utente è più bassa (la sera, la domenica mattina) non sono casuali — sono il risultato di esperimenti condotti su milioni di persone.

Per chi progetta prodotti o interfacce digitali — che sia un e-commerce, un portale clienti, un'app aziendale — la distinzione tra "design che guida l'utente" e "design che manipola l'utente" è diventata una questione legale, non solo etica. Il DSA ora dice che le grandi piattaforme devono valutare e mitigare i rischi del proprio design. La prossima iterazione normativa estenderà probabilmente questi obblighi anche a categorie di aziende più piccole. Chi inizia a progettare con queste categorie in testa non dovrà adeguarsi sotto pressione normativa: avrà già fatto il lavoro.

Fonti: Commissione Europea DSA, Ecointernazionale — luglio/settembre 2026

🎯 Strumento della settimana

Stalwart Mail — Un server email completo, self-hosted, europeo. Per chi vuole che le email restino proprie

Cos'è: Stalwart Mail è un server di posta elettronica open source moderno — scritto in Rust, che garantisce sicurezza e performance — che supporta IMAP, SMTP, JMAP e webmail integrata. È autogestito, si deploya via Docker, e permette di gestire email su un dominio proprio con piena conformità agli standard (DKIM, SPF, DMARC, TLS). Pesa meno di 20MB, funziona su un VPS da 10-15 euro al mese, e non dipende da Google, Microsoft o nessun altro.

Perché è rilevante questa settimana: la chiusura di A/I ha reso evidente che affidarsi a un singolo provider per le email — che sia Gmail, Outlook o qualsiasi altro servizio centralizzato — significa accettare che le nostre comunicazioni dipendano da una catena di scelte che non controlliamo. Stalwart Mail è lo strumento per chi vuole avere un piano B già funzionante: non come sostituto definitivo degli strumenti attuali, ma come fallback sovrano per le comunicazioni più critiche.

→ stalw.art — open source (AGPL-3.0), deployment Docker in meno di un'ora. Documentazione completa per la configurazione DNS (DKIM, SPF, DMARC) inclusa.

Su quale dominio hostarlo: per la resilienza massima, usate un dominio .it o .eu — soggetti a registri europei — invece di .com o .org. Il costo di un dominio .it è circa 10 euro/anno.

Alternativa gestita: se non volete gestire il server, Mailbox.org (tedesco) e Mailo (francese) sono provider email europei, soggetti al GDPR europeo, con data center in UE. A partire da 3 euro/utente/mese.

Via Indipendenza

La newsletter settimanale per chi guida un'azienda e vuole capire la tecnologia, non subirla. Via Indipendenza utilizza strumenti di intelligenza artificiale generativa, ma la selezione delle fonti e il controllo dei testi generati è fatto dal nostro team di esperti del settore (avviso ai sensi delle disposizioni dell'A.I. ACT, il Regolamento UE/2024/1689).

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